La salute: un allenamento da praticare ogni giorno

L'importanza di mantenere una sana relazione con i messaggi che il nostro corpo costantemente ci invia, sostenendo la salute in ogni momento della nostra esistenza.

 

Ogni nuova vita arriva in questo mondo con un progetto. Nascere significa incarnarsi in un corpo, che ci permetterà di rimanere connessi con quella missione originaria che portiamo dietro, come unico bagaglio, fin dal concepimento e forse anche da prima.

importanza della saluteIl corpo sarà la nostra casa per l'intera permanenza su questo pianeta, ma anche lo strumento attraverso il quale potremo interagire con gli altri, connetterci con la natura, provare sensazioni ed emozioni, vivere tutte quelle esperienze che faranno di noi un essere umano completo. Per poter realizzare questo cammino insieme al corpo, però, è necessario mantenerlo sano, in grado di accompagnarci in ogni istante della nostra esistenza nel pieno possesso delle sue capacità. Molto spesso, invece, ci ricordiamo dell'importanza della salute solo quando siamo ammalati e la sofferenza ci impedisce di compiere anche le più semplici azioni quotidiane. Basta un raffreddore o un po' di febbre per metterci fuori gioco per qualche giorno, lasciandoci con l'unico desiderio di tornare presto a stare bene per riprendere le proprie abituali attività.

La salute come scelta.

La salute, invece, è una scelta che è possibile fare consapevolmente ogni giorno, in ogni gesto.
La parola 'scelta' viene solitamente associata ad un'azione cosciente e volontaria, anche se in realtà gran parte delle scelte che ogni giorno costellano la nostra esistenza, vengono dettate da qualcosa che sta al di sotto di questa soglia e che quindi trascende dal controllo, appartenendo alla sfera del subconscio. Vivendo in questa illusione di poter avere il pieno controllo su tutto ciò che costantemente ci accade a livello emotivo, in seguito alle elaborazioni sottili che il nostro corpo compie, può accadere di perdere il contatto con la salute. I motivi di questa inversione di tendenza, che può sorprendere e sembrare irrazionale dal momento che nessuno vorrebbe mai star male, possono essere molteplici. In ognuno di noi, ad un certo punto, può emergere una parte che si dibatte, grida e si ammala perché vuole essere ascoltata, e se davvero vogliamo riconnetterci con noi stessi e con la salute, sarà necessario sviluppare la capacità di riconoscere quella ferita, accettarla, e amarla proprio lì dove fa più male.

Nella cultura contemporanea occidentale, il sintomo e la malattia sono visti come una incrinatura in quella immagine di sé che la società ci impone di indossare, richiedendoci di essere sempre vincenti, belli, eleganti, brillanti, felici, di successo. Per mantenere questa pesante armatura, spesso si sceglie di inibire ogni manifestazione proveniente dall'organismo con i farmaci, mettendo a tacere ogni voce interiore con sostanze chimiche che asseconderanno forse le richieste della società, ma non sempre quelle del corpo.

Il sintomo è uno dei modi con cui la nostra parte più profonda ci richiama a sé, per avvisarci che è giunto il momento di dedicare del tempo all'ascolto e alla cura, ma il tempo è merce preziosa e non sempre possiamo permetterci di disporne. Quello che non sempre ricordiamo è che il corpo ha una sua intrinseca capacità di autoguarigione, una naturale tendenza all'equilibrio che potremmo chiamare omeostasi, un termine che riguarda proprio i meccanismi di autoregolazione dell'organismo, qualcosa che è sempre presente e il cui ascolto potrebbe essere promosso attraverso le nostre abitudini e il nostro comportamento.

Prima di continuare con il mio articolo vorrei sottoporvi tre bellissimi libri che trovo indispensabili nel percorso di ricerca della salute di ognuno di noi.

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Promuovere la salute.

Cosa vuol dire davvero promuovere la salute?
Il pensiero comune sulla salute normalmente ci riporta all'idea del cibo sano, bere adeguate quantità d'acqua ogni giorno, fare regolare attività fisica, non fumare, dormire una quantità sufficiente di ore ogni notte: tutte abitudini certamente sane e consigliabili, ma il lavoro da fare per contattare la salute non si esaurisce solo alla cura del corpo fisico. La visione olistica, sempre più presente in molti approcci terapeutici, ci presenta l'idea di un corpo trino, formato dall'unità indivisibile di materia, mente e spirito, in totale compenetrazione secondo una costante interrelazione reciproca. Olistico deriva dal greco olos, in riferimento ad un sistema che non si può ridurre alla meccanica dei singoli elementi che lo compongono, ma che può essere osservato e compreso solo come un insieme in cui il totale è qualcosa di più che la somma delle singole parti.


Alimentarsi adeguatamente, con del buon cibo sano e naturale, masticando a lungo e con calma, è una abitudine importante, ed esistono talmente tanti approcci diversi alla nutrizione che ognuno potrà certamente trovare quello più giusto per le proprie esigenze, con l'obiettivo di non pensare più alla parola dieta come sinonimo di privazioni e piatti tristi, quanto un'opportunità per fare ogni giorno un dono a noi stessi e alle persone con cui condividiamo i pasti.il tuo benesserePoi però bisognerà occuparsi della salute della nostra mente, sempre sottoposta ad un notevole sforzo per gestire l'enorme quantità di input che ogni giorno la bombardano, mettendo a dura prova il sistema nervoso, eccessivamente stimolato e mantenuto in perenne stato di allerta. Nella società in cui viviamo, il sistema nervoso ha un disperato bisogno di quiete, per riposare e rigenerarsi, ma purtroppo non è facile che questa condizione si verifichi spontaneamente, dal momento che siamo sempre connessi ai nostri dispositivi digitali o alla televisione, finestre moderne sul mondo che però rappresentano una delle principali fonti di stress. Per il riposo della nostra mente possiamo adottare delle strategie che ci aiutino a rallentarne il movimento: pratiche come la meditazione, per esempio, possono essere una valida risorsa nei momenti di grande pressione, per rimanere centrati e presenti, evitando di venire sopraffatti da emozioni tossiche come la rabbia. Anche in questo ambito esistono moltissimi approcci diversi, ed ognuno può avvicinarsi a questo tipo di osservazione del sé nel modo meno traumatico possibile, facendo entrare la pratica del raccoglimento nelle nostre abitudini un poco per volta.


Ciò di cui abbiamo davvero bisogno in questo momento storico, un punto di vista largamente condiviso da molti, è prendersi cura dell'anima, poiché è proprio lei a custodire il nostro progetto relativo a questa esistenza, se solo riuscissimo a prestarle ascolto.

La difficoltà principale che abbiamo con lei è che la sua è una voce flebile, un sussurro che diventa udibile a volte quando si raggiunge un profondo silenzio nello spazio del cuore, ma nelle città ipercinetiche che abitiamo, giungle di cemento veloci e rumorose, è molto difficile che queste condizioni si verifichino spontaneamente e così, presi dagli affanni quotidiani, quando non prestiamo ascolto alla voce dell'anima, sarà il corpo a farsi carico di parlare per lei attraverso la materia, lanciando messaggi ad un volume sempre più forte per arrivare, a volte, fino alla manifestazione di un sintomo, nell'intento di richiamare disperatamente la nostra attenzione.

Se ci pensate bene, guardandovi indietro e osservando, per esempio, quando vi è venuta l'ultima influenza, sono sicura che tutti voi potrete riconoscere un simile percorso, almeno una volta nella vostra vita. Certo, potremmo pensare che magari i nostri bambini ci hanno attaccato qualcosa, o che sul posto di lavoro erano tutti malati, ma quando l'organismo funziona come un sistema integrato e consapevole, siamo abbastanza forti da poter far fronte a prove ben più dure di un raffreddore.

Costruire abitudini più sane

Costruire abitudini più sane che promuovono la salute olistica.

La nostra è una società basata sulla produttività e sul profitto, nella quale il concetto di aspettativa di vita viene misurato in quantità e non in qualità. Una società in cui la realizzazione personale avviene attraverso il successo, il denaro, il potere che deriva dal possederlo e l'accumulo di beni materiali, fomentando la competitività e inneggiando all'ambizione come ad una indispensabile dote e non come una trappola del piccolo ego. In questa strategia di vita ovviamente non sempre c'è posto per la felicità e l'amore, per questo abbiamo preferito deformare, svuotare e mercificare questi concetti come se fossero un qualsiasi prodotto in vendita, inflazionandoli fino a sminuirne la potenza. La salute è un dono che ci è stato dato nell'istante stesso in cui siamo stati concepiti. Qualunque sia la nostra storia personale, dal momento che siamo vivi vuol dire che dentro di noi la salute esiste, e la responsabilità di mantenere ininterrotto un dialogo con il proprio Sé profondo è solo nostra e di nessun altro.

Chiaramente essere in contatto con la propria salute non vuol dire essere invincibili, stare sempre bene e non ammalarsi mai, perché non sempre abbiamo il controllo su come il nostro corpo elaborerà le esperienze che affrontiamo o che abbiamo sostenuto in passato. Ci saranno sempre dei momenti in cui la fiamma della nostra salute sarà un po' fioca e debole, ma sono proprio questi i momenti in cui, se il dialogo è rimasto sempre presente, possiamo ascoltare cosa il sintomo e la malattia hanno da dirci, e forse in quel racconto potrebbe essere contenuta una possibile strada verso la guarigione. Non può esistere una piena realizzazione di sé ed una esperienza viva e totale con il nostro corpo trino, senza la capacità di amare in modo incondizionato, utilizzando il cuore come il fulcro che guida ogni nostra azione, dirigendo questo amore prima di tutto verso noi stessi: siamo in grado di amare anche e soprattutto ciò che odiamo maggiormente di noi?

È proprio attraverso l'amore che saremo in grado di scegliere la salute ogni giorno, in tutto il nostro essere, senza delegare qualcun altro a farlo al nostro posto, spinti della paura di perderla o di non essere in grado di gestirla. Avere un bravo medico o un terapista di fiducia a cui chiedere aiuto per ritrovare il nostro equilibrio quando le risorse personali sono quasi esaurite, è molto importante, e questo esula dal tipo di specializzazione o dalla tecnica utilizzata, ognuno ha la libertà di scegliere l'approccio terapeutico più vicino alla propria visione dell'esistenza. Una sana relazione terapeutica, basata sulla compassione e sull'ascolto, è fondamentale quando sentiamo di non potercela fare da soli, e la persona che ci sostiene dovrebbe andare incontro alle nostre necessità e non ad uno sterile protocollo applicato metodicamente a tutti in modo indistinto. Quando il dialogo con la salute è presente siamo perfettamente in grado di comprendere se una terapia è giusta per noi oppure no.

La brutta notizia, però, è che non esiste una ricetta di sicuro successo per creare questa condizione di ascolto profondo, non ci sono metodi validi per tutti, nessuna garanzia di riuscita né tempistiche attendibili. Ognuno deve trovare il proprio personale percorso, e probabilmente non si tratterà di un cammino lineare, poiché spesso si procede per tentativi. Possiamo però cominciare ascoltando le domande che sorgono dai recessi più profondi del nostro essere, creando le premesse affinché questo dialogo interiore possa emergere. Per fare questo primo, importantissimo passo, forse sarà necessario rinunciare a qualcosa, andare contro a questo dannato bisogno di riempirci ogni istante della nostra vita di impegni e cose da fare, lasciando alla voce dell'anima lo spazio per espandersi. Come una piantina che è stata spostata in un vaso più grande, all'inizio avrà bisogno di un po' di tempo per abituarsi alla nuova condizione, ma poi le sue radici diventeranno più forti, affondando nella terra, e le sue fioriture sempre più splendenti e durature.
Siete pronti per affrontare al meglio questa primavera ormai alle porte?
Che possa essere una bella rinascita per tutti voi.

Articolo a cura di Lia Courrier


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