Il monopiatto GIFT

Il monopiatto GIFT

"L'obiettivo principale del monopiatto è quello di rendere facile e appetitoso l'abbinamento tra proteine, carboidrati e fibre che DietaGIFT prevede in ogni pasto.

La regola del monopiatto, insomma, è semplice:

una base di carboidrati complessi (pane, pasta, riso, patate: mai più di un terzo del totale);

una componente proteica (carne, pesce, uova, formaggio, affettato, noci: non più di un terzo del totale);

una componente di alimenti ricchi di fibra, cioè verdure o frutta (questa parte, volendo, anche più abbondante: peperoni, pomodori, carote, insalata, cavolfiore, zucchine, asparagi, frutta varia);

La componente di carboidrati complessi del nostro “primo piatto” (sia esso pasta o riso integrale) rientra tra le abitudini consolidate della nostra dieta tipicamente mediterranea, ma il problema è quello di ridurre le dosi di questa sezione (il “piattone intero” di pasta o riso, ancora più se raffinati, può squilibrare la calma insulinica necessaria al dimagrimento), senza per questo fare torto al gusto e al piacere di un buon piatto.

Occorre dunque lavorare di fantasia.

Indicazioni per applicare bene DietaGIFT

Linee guida GIFT

"MODALITA’ GENERALI DI PREPARAZIONE

Cotture

- Semplici e veloci (ad esempio a vapore), evitando soffritti, stracotti o fritture. Eventualmente, l’olio migliore da utilizzare in frittura è l’olio extravergine d’oliva, che presenta elevato punto di fumo.

- Fare buon uso di verdura cruda

- Insaporitori/esaltatori di sapidità: da E620 a E637 Evitare decisamente glutammato monosodico (dado o preparato granulare da brodo): sostituire con brodo di verdure o di carne. Alimenti a rischio: buste cibi pronti e minestre conservate. Limitare in generale l’uso del sale, contenuto anche in preparazioni industriali di vario tipo (biscotti, crackers, grissini) ed in alimenti conservati (scatolame, tonno o carne in scatola, salumi ed affettati in genere, ecc).

- Dolcificanti Evitare decisamente il saccarosio (normale zucchero da cucina bianco o grezzo di canna). Sconsigliati anche i dolcificanti artificiali, come aspartame, saccarina, acesulfame K, ciclammato.

- Sostituire con miele (possibilmente vergine naturale) marmellate senza zucchero, uva passa, ecc.

- Condimenti Evitare i grassi vegetali idrogenati (margarina ed altri).

- Limitare l’uso dei grassi saturi naturali (panna, burro, ecc.)

- Utilizzare olio extravergine d’oliva ed olio di singolo seme possibilmente da spremitura a freddo: olio di lino, di girasole, di mais, ecc. Consigliato anche l’olio di fegato di merluzzo (per condire o in capsule)

- Utilizzare senza problemi limone, aceto e non eccedere nel sale.

- Conservanti: sigle da E200 a E290 Limitare l’uso di cibi precotti e conservati (carne, tonno, legumi, ecc), e di salumi pre-confezionati.

- Distribuzione pasti Pasto principale: LA COLAZIONE

- Pasto intermedio: IL PRANZO

La Dieta GIFT: Dieta di Segnale

Dieta di segnale: la vera rivoluzione alimentare

 

"Il sostanziale fallimento di tutti i regimi dietologici più conosciuti è sotto gli occhi di tutti. L'epidemia di obesità nei paesi industrializzati (ma ormai anche in quelli emergenti) sta assumendo proporzioni smisurate. La colpa, si sa, è di stili di vita sempre più sedentari e di alimenti sempre più raffinati e squilibrati. Le autorità sanitarie raccomandano dunque vita più sana e non meglio precisate diete "mediterranee", ricche di frutta e verdura, ma anche di pane e pasta, di formaggi e di carne o pesce nella misura in cui chi ne parla sia più o meno tendente al vegetarianesimo. La salubrità generale di una dieta completa e variata nell'individuo magro e sano non è in discussione. In discussione è il fatto che una tale dieta possa far perdere grasso a chi sia in sovrappeso: il dato è smentito dai fatti.

La dietologia classica, di fronte al sovrappeso, propone infatti una soluzione rivelatasi per più di un secolo fallimentare: la restrizione calorica. Viene proposta, sì, una dieta "sana", ma ridotta del 30-40% rispetto al fabbisogno reale dell'individuo. E non vi è "scuola del regno" che proponga soluzioni diverse, anche di fronte a decine di lavori scientifici che ne documentano l'assoluta inutilità (il peso perso si recupera in pochi mesi a causa del rallentamento metabolico che ne deriva) e la dannosità, sia in termini di riduzione delle funzioni tiroidee, di massa muscolare, di fertilità, sia in termini psicologici (depressione, disturbi del comportamento alimentare, frustrazione).

Ecco allora che, dal fallimento delle terapie ordinarie, nasce la "dieta magica", che vende milioni di copie facendo mangiare solo carne piuttosto che solo pompelmo per un mese intero, o che fornisce il magico rapporto tra carbo/proteine e grassi. Si passa poi a quella basata su beveroni, sondini o pastiglie, fino all'extrema ratio del taglio di pezzi di stomaco o di intestino. Inutile precisare ancora una volta che l'unico scopo di tali pratiche, mai innocue e talvolta di estrema pericolosità per la salute, è quello di ridurre l'introito calorico, provocando dunque, né più né meno, tutti i danni della restrizione (il peso si recupera tutto) in aggiunta al danno diretto indotto dalla dieta (chetosi, demuscolazione, infertilità, danno epatico e renale, anoressia, bulimia, malassorbimenti, carenze nutritive, cancro).

A partire da 1994 tuttavia un po' di luce scientifica è arrivata anche in questo campo. La scoperta della leptina, in Pennsylvania, ha indicato una nuova strada che prescinde dagli apporti calorici maggiori o minori per dare invece valore alla regolazione delle modalità di accumulo o di consumo dell'organismo da parte dell'ipotalamo (un pezzo molto antico del nostro cervello che già regola pressione, temperatura, idratazione, fertilità). In altre parole: se l'ipotalamo dice all'organismo che può consumare, consuma. Se dice che non può permetterselo, accumula. Grasso.

Una dieta per amico: i tre cardini di Dieta GIFT

Una dieta per amico: i tre cardini di Dieta GIFT

"Chi viene nello studio SMA di Milano per dimagrire o per essere aiutato a riequilibrare la propria alimentazione, riceve indicazioni coerenti con la nuova dietaGIFT®, della quale riportiamo qui, in estrema sintesi, i tre punti cardine.

Si tratta di una dieta che non prevede un controllo stretto delle calorie assunte, ma piuttosto un'attenzione ragionata verso il consumo dei carboidrati e verso la qualità dell'alimentazione.

Alla sua descrizione completa, il Dott. Attilio Speciani e il Dr. Luca Speciani hanno interamente dedicato il libro DietaGIFT: Gradualità, Individualità, Flessibilità e Tono (Fabbri Editori).

Il punto di partenza Il punto di partenza per perdere peso consiste nell'attivazione del metabolismo (tanto difficile da ottenere quando si riduce la quantità di cibo, come nelle diete più comuni) attraverso una graduale educazione al movimento e un'intelligente distribuzione dei pasti nella giornata.

È questo infatti il primo dei tre cardini attorno ai quali ruotano tutte le regole della DietaGIFT:

l'attivazione metabolica
la calma insulinica
la qualità dei nutrienti

L'attivazione del metabolismo

Un metabolismo attivo significa un organismo che lavora a pieno regime: nel consumo delle calorie, nell'eliminazione delle tossine, nella riparazione dei tessuti danneggiati, nella rapidità e brillantezza mentale e nella capacità di esprimersi dal punto di vista fisico.

Un metabolismo pigro, al contrario, significa consumi calorici rallentati, indolenza fisica e mentale, accumulo di tossine, lentezza nel recupero e - in definitiva - facilità di ingrassamento e inerzia nel dimagrimento.

Di regola, non appena l'introduzione di cibo diminuisce, l'organismo risponde rallentando i consumi, un fatto che molte diete trascurano e che ci spinge a evitare accuratamente la ‘prigionia’ del conteggio delle calorie.

Le dieci regole di DietaGIFT

Le 10 regole fondamentali per seguire la DietaGIFT e ricavarne i migliori benefici.

"In questo articolo sono descritte le 10 regole fondamentali per seguire la DietaGIFT e ricavarne i migliori benefici.

La loro costante applicazione porta con gradualità l'intero organismo verso i parametri fisiologici più corretti, consentendo non solo di raggiungere il giusto indice di massa corporea, ma anche di ridurre la massa grassa e ottimizzare le risposte biochimiche e metaboliche dell'organismo.

Ogni regola è tratteggiata con semplicità, in modo da consentire a chiunque di capirne i principi, di adattarli e soprattutto di fare il primo passo in questa direzione.

La descrizione dettagliata di queste regole, applicate clinicamente presso la SMA di Milano, è discussa nel libro “DietaGIFT. Dimagrire senza contare le calorie” (Fabbri editori).
Dieci regole per essere sani

I 3 cardini intorno ai quali ruotano il concetto di DietaGIFT e le sue regole sono:

l'attivazione metabolica
il controllo dell'insulina
la qualità dei nutrienti

Le dieci regole esposte di seguito spiegano le modalità di applicazione di questi 3 principi, necessarie per aderire allo spirito di questo nuovo regime alimentare per il ripristino del giusto peso e della piena salute psicofisica.

Chiamiamole pure “regole”, in quanto specificano con chiarezza le cose da fare e le scelte alimentari da compiere.

Articoli - DietaGIFT

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