Osteoporosi, cura e prevenzione

Osteoporosi, ama le tue ossa

Sarah Chapman

"Love Your Bones", ovvero ama le tue ossa, è stato il messaggio di quest’anno durante la giornata mondiale della Osteoporosi.

Questo è un invito all’azione diretto a tutti, affinché si inizi in anticipo ad agire per proteggere la salute di ossa e muscoli e, più nello specifico ai professionisti e a coloro che finanziano la ricerca, affinché ci si concentri sull’osteoporosi e sulla prevenzione delle fratture, assicurandosi che le persone più a rischio ricevano adeguate valutazioni e trattamenti. Questo articolo tratterà a tal proposito le correnti evidenze scientifiche sull’argomento.

osteoporosi 2Che cosa è l’osteoporosi?

L’osteoporosi è una condizione caratterizzata dall’indebolimento delle ossa attraverso una riduzione della loro densità minerale (BMD – bone mineral density); ciò comporta un innalzamento del rischio di fratture. L’osteoporosi può non essere riconosciuta fino al momento in cui il soggetto riporta una frattura. Anca, polso e vertebre sono i siti di frattura più comuni in questo caso. La perdita di tessuto osseo fa parte del processo di invecchiamento, ma in alcuni soggetti questo processo avviene molto più velocemente del normale.

Riconoscere e diagnosticare l’osteoporosi.

Esistono segni che possono aiutare a diagnosticare in anticipo e trattare efficacemente questa condizione? Questa è la domanda che si sono posti gli autori di una revisione sistematica Cochrane della letteratura scientifica al riguardo e che ha portato alla individuazione di 30 studi rilevanti al riguardo. Di questi, 5 hanno dimostrato che un sistema in grado di segnalare ai medici di base le persone più a rischio, insieme a un sistema per ricordare a queste ultime di prendere periodicamente appuntamento con il loro medico andava a migliorare la percentuale di diagnosi così come di trattamenti erogati; in breve, andava ad aumentare l’aderenza a quelle che sono le linee guida già presenti.

Ulteriori evidenze scientifiche si sono concentrate sull’uso dei bifosfonati. Comunemente, i Corticosteroidi sono usati per il trattamento delle sindromi infiammatorie, e la perdita di tessuto osseo è un possibile e riconosciuto effetto collaterale della loro assunzione. I bifosfonati possono essere assunti al fine di prevenire e curare questa perdita. Recentemente una revisione Cochrane, pubblicata la prima volta nel 1999, è stata rivista e aggiornata per prendere in considerazione gli ultimi risultati in questo campo e, rivedendo le prime conclusioni, ora è in grado di fornire sufficienti evidenze scientifiche che supportino l’uso di bifosfonati per ridurre il rischio di fratture spinali in questa popolazione di individui. Sono tuttavia necessari ulteriori lavori prima di poter riconoscerne l’effettiva validità di questi farmaci sugli altri tipi e siti di fratture. Probabilmente i bifosfonati sono anche efficaci nel prevenire e trattare la perdita di tessuto osseo provocata dalla assunzione di corticosteroidi a livello del rachide lombare così come della testa del femore. Non sono state infine rilevate differenze dii effetti collaterali tra chi assumeva il farmaco e chi il placebo.

Naturalmente non tutti traggono beneficio dal trattamento. Potrebbe essere utile avere una stima di quante persone su un periodo di tempo “x” dovrebbero essere trattate prima di trovarne una che benefici dell’assunzione di tale farmaco. Gli autori della revisione lo hanno calcolato, ottenendo un range molto ampio per quanto riguarda le fratture spinali. Si calcola che in medi circa 1 su 31 persone che assumono bifosfonati sarebbe in grado di trarre benefici da tale terapia, ma potrebbe anche essere 1 su 145 o 1 su 20. Il numero si restringe di molto se invece consideriamo i risultati del trattamento in termini di densità minerale ossea (BMD): in questo caso, a un anno dall’inizio della terapia, 1 su 2-3 persone potrebbe trarre benefici in termini di BMD nella regione lombare del rachide e 1 su 4-7 persone sarebbe in grado di trarre benefici nell’area del collo del femore.

osteoporosiCosa possiamo fare noi per amare le nostre ossa?

In occasione della giornata mondiale della osteoporosi sono stati formulati cinque passi per avere ossa sane e un futuro libero da fratture. Due di questi riguardano il riportare ogni possibile fattore di rischio al proprio medico di base e informarsi sulla necessita di sottoporsi a test e cure. Come abbiamo già discusso, le evidenze raccolte dal gruppo Cochrane suggeriscono che la strategia di discuterne con il proprio medico di famiglia è efficace nel migliorare il riconoscimento e il trattamento di questa condizione. Che i medici siano molto più in grado di esaminare i pazienti che le persone comuni a ricercare problemi di salute è una cosa che non dovrebbe stupirci.

Vitamina D

Un altro dei 5 passi è quello di avere una dieta ricca di nutrienti per la salute delle ossa, in particolare vitamina D, calcio e proteine. Una revisione scientifica Cochrane di 53 studi randomizzati su un totale di oltre 91.000 persone ha concluso che la vitamina D, da sola, non è in grado di prevenire le fratture, ma combinata con il calcio, può ridurne il rischio. Da notare un leggero incremento nel rischio di problemi gastrointestinali così come di calcoli renali in coloro che assumono regolarmente vitamina D e calcio.

Esercizio fisico

L’esercizio e’ un altro dei 5 steps. Tutti noi siamo sempre più consapevoli dei benefici dell’esercizio fisico sulla nostra salute, cosi come dei rischi derivanti dalla inattività’; ci sono tuttavia anche dei benefici più specifici, sulla densità ossea, derivanti dall’attività fisica. Questi possono riassumersi con il famoso motto “use it or lose it” (usalo o lo perdi).

Un’altra revisione Cochrane ha esaminato l’impatto della attività fisica sulla densità ossea e le fratture in donne in menopausa. Analizzando 43 studi per un totale di oltre 4000 donne, la revisione conclude che si può affermare che l’esercizio fisico migliora lievemente il BMD e riduce leggermente il rischio di fratture. Gli autori della revisione, in base ai risultati, hanno calcolato che se 100 donne in menopausa fanno esercizio fisico, 7 potranno riportare una frattura, al confronto delle 11 su 100 che non fanno attività fisica. Ma sappiamo quale tipo di esercizio è il più efficace? L’evidenza scientifica ci suggerisce che quelli a corpo libero, quelli di rinforzo progressivo agli arti inferiori hanno un effetto maggiore sulla BMD a livello dell’alto femore, mentre una combinazione di esercizi sembra avere maggiori benefici sulla BMD della colonna.

Essere positivo

L’ultimo dei 5 step nella campagna suggerisce di evitare un lifestyle negativo, mantenere un peso forma sano, evitare il fumo così come l’eccesso di alcoolici, che sono più che altro le generali raccomandazioni che vedremmo incluse in ogni programma che miri minimamente a promuovere la salute.

 


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